Al via la 38a edizione Dell Interlaghi , classica regata organizzata dalla Canottieri Lecco , sull' omonimo lago . Al via una settantina di imbarcazioni suddivise nelle classi J24 Platu25 Orza6 Meteor e classe libera che si daranno battaglia su dieci prove suddivise in quattro giorni . Purtroppo gli Explorer20 , che in un primo momento dovevano partecipare, non hanno raggiunto un minimo di iscritti per fare classe e staranno almeno per quest' anno alla finestra ad assistere a questo spettacolare evento che raccoglie i migliori specialisti nelle varie categorie. Il sottoscritto si rifarà parzialmente imbarcandosi su un ORZA6 nelle giornate di sabato e domenica, ospite dell'amica Claudia. Non mancherà il resoconto di quest'altra avvincente esperienza.
giovedì 1 novembre 2012
mercoledì 31 ottobre 2012
Costruirsi un bel Bay cruiser 20
Dal sito NAUTICALTREK un bel esempio di autocostruzione di un Bay Cruiser 20, che in due anni di lavoro è passato dalla pianta al varo. Complimenti davvero per l'abilità e perizia messa in opera da questi nostri cugini Francesi. Penso sia impagabile la soddisfazione di navigare su una barca nata dalle tue mani.
martedì 30 ottobre 2012
SAPHIRE 27
Un Nuovo monotipo si affaccia sul mercato dei medio piccoli natanti, è lo Svizzero SAPHIRE 27 , barca versatile e carellabile, adatta sia alla crociera costiera che alle regate. Concettualmente molto avanzata monta un albero in carbonio facile da Armare anche con la barca in acqua. La chiglia mobile e il dislocamento contenuto, lo rendono facilmente carrellabile. Molto bello IL SITO UFFICIALE con tre video accattivanti . Interessante anche il configuratore che permette di " personalizzare " la barca dando il relativo prezzo finale, che però evidenzia , quanto sia distante il già importante prezzo di base dal costo complessivo con vele trasporto e qualche piccolo optional : quasi il doppio. Da evidenziare come questo nuovo progetto assomigli molto per design al nostro Explorer20, nato ormai quindici anni fa, ma ancora attualissimo. Va evidenziato come i cantieri " stranieri " seppur piccoli puntino molto sulla comunicazione nel web, con siti curati in ogni dettaglio, che nulla lasciano all'improvvisazione, cosa che da noi accade molto di rado. .
domenica 28 ottobre 2012
LA MIA PRIMA BARCOLANA , il Video
Come promesso, ecco il videoracconto della mia prima esperienza alla Barcolana di Trieste. Spero che questo video amatoriale, da me prodotto, possa trasmettervi anche una sola piccola emozione tra quelle provate nel parteciparvi. Buon divertimento
INTERBOOT 2012 , la recensione delle piccole.
L'amico Marco Giudici, esperto velista e fine conoscitore del mondo della vela, mi invia questo interessantissimo resoconto, della sua visita all' INTERBOOT 2012 rassega nautica svoltasi lo scorso settembre a Dusseldorf . La relazione si concentra su natanti poco conosciuti sul mercato italiano, con notizie tecniche e collegamento al sito del cantiere . Collegativi a QUESTO LINK per leggerlo. Buon divertimento.Metti una sera a cena con L'Explorer20
giovedì 18 ottobre 2012
Portolano Lago di Como
Per gli amici del Lago di Como, dopo avervi presentato la versione cartacea del Portolano del lago di Como, Vi segnalo questa bellissima versione on line, che vi illustra con semplici clik, gli approdi , i ridossi , i benzinai ( pochissimi ) , i ristoranti e tante altre notizie interessanti. Utile scaricarlo anche sul tablet , per consultarlo direttamente in barca.
Date un occhiata al PORTOLANO LAGO DI COMO , veramente ben fatto. complimenti.
martedì 16 ottobre 2012
LA MIA PRIMA BARCOLANA
![]() |
| La partenza vista castello |
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| Il Grinta |
Con qualche anno di ritardo, finalmenete ce l'ho fatta : ho partecipato alla 44a edizione della BARCOLANA. Quando il mese scorso l'amico Stefano, metteva a disposizione un imbarco su GRINTA EXPRESS , Explorer20 d'annata, non me lo sono fatto dire due volte .Sabato 13 ottobre ero in macchina direzione Trieste, per l'appuntamento in di Piazza Unità d'Italia , per buttarmi nella mischia, alla festa organizzata sulle rive del porto vecchio, dove in bella mostra ormegiavano i " mostri " da regata più blasonati, inframezzati da tanti appassionati su barche più o meno grandi, in un atmosfera che sapeva di mare e di vela . Fatto il doveroso omaggio alle famose cozze triestine, a letto presto, con sveglia puntata all'alba, per il trasferimento del Grinta , sulla linea di partenza. Bellissimo alle prime luci dell'alba, vedere le prime di tante barche filare all'unisono verso il golfo , come tanti vascelli fantasma usciti dalla penna di qualche romanziere . Poi eccoci sulla linea di partenza a pochi minuti dal colpo di cannone che alle dieci in punto sancisce l'inizio della regata, con l'emozione in corpo del ragazzino sotto l'albero di Natale, guardarsi intorno circondati da migliaia di vele di tutte le dimensioni, e prendere finalmente coscienza di esserci . Infine la regata , vento pochissimo , partenza splendida del mio Comandatnte che guadagna metri tra refoli di vento sempre più scarni . Bellissimo l'incrocio con la vincitrice Esimit, un siluro di 30 metri , che si muove a quattro nodi in un refolo di vento, con gran parte della flotta praticamente ferma, mentre le prime barche incominciano ad abdicare sapendo di non riuscire ad arrivare entro le 17.30 . Ma noi non molliamo, non si sa mai , raggiungendo a fatica la prima boa , per poi fermarci definitivamente in assenza totale di vento tra brache in festa , brindisi e saluti, prima di dare motore per rientrare al Porto del pescatore, tra groppi oscuri che da li a poco scaricheranno secchiate d'acqua. Venti barche classificate su 1735 iscritte , un record negativo, ma sempre un record, ed io c'ero, con la scusa se non altro per riprovarci, con la mitica bora triestina e chissà magari rimpiangere quelle bonaccie dell'ottobre 2012.![]() |
| Stefano ( in rosso ) con Enrico, Rossano Fotoreporter |
| l'incrocio con Esimit |
Un ringraziamento particolare a Stefano e al suo Grinta express che mi hanno permesso questa splendida avventura, che tutti i velisti almeno una volta nella vita dovrebbero provare.
giovedì 11 ottobre 2012
CENTRO METEO LOMBARDO

Per gli amici lombardi, segnalo questo interessantissimo sito meteorologico, che si distingue dagli altri, per la completezza e precisione del servizio fornito. Oltre alle previsioni generiche, abbiamo una cartina real time della Lombardia, che ci mostra in tempo reale per ogni singola località la temperatura, l'umidità relativa , il punto di rugiada ,la pressione, la velocità del vento ,le precipitazioni odierne, ed un utilissimo radar delle precipitazioni in corso. Cliccando poi sui singoli paesi, si aprirà la relativa stazione meteorologica con i dati ancor più affinati. Davvero utile. Personalmente non manco mai di consultarla prima di una veleggiata al Lago, dove ho sempre ritrovato riscontro a quanto previsto. dai un'occhiata a CENTRO METEO LOMBARDO. ne vale davvero la pena.lunedì 8 ottobre 2012
Pericolo Fulmini
Del pericolo fulmini in navigazione ne avevo già parlato, con alcuni suggerimenti sulle dovute contro misure. in questo video ripreso da you tube, l'effetto visivo di una scarica sull'albero in carbonio di un 49er.
venerdì 5 ottobre 2012
L’ANIMA E LA BARCA
Compagna dell’uomo nei momenti di maggior solitudine e
unica salvezza in quelli di maggior pericolo, fin dalla sua prima comparsa
l’imbarcazione venne personalizzata e dotata di un’anima.
Fu un processo inevitabile: l’ausiliarità era quanto
meno pari a quella del bue e del cavallo, ed era quindi naturale che, come
questi, la si considerasse
provvista di vita propria.
Tale concetto, arricchitosi nel corso dei secoli, è ancor
oggi rintracciabile tra gruppi etnici primitivi o a struttura sociale
semplificata (come isolani e pescatori); ma simboli residui persistono ancora
nell’ambito della nostra società industriale, permettendoci di traguardare
l’esistenza di una certa uniformità di comportamento mantenuta dall’uomo
nei riguardi della propria imbarcazione.
Per il marinaio l’imbarcazione è realmente un essere che
possiede vita del tutto indipendente da quella del proprietario o
dell’equipaggio e dimostra tale convinzione soprattutto nei due momenti che
contraddistinguono l’inizio di qualsiasi esistenza: il concepimento e la
nascita.
Come il primitivo riserva un complesso apparato
festoso-propiziatorio alla scelta dell’albero da cui uscirà la propria
piroga, anche il marinaio europeo sottolinea l’enorme importanza della messa
in cantiere della sua nuova barca.
In genere considera il concepimento maturato al momento
della sagomatura dell’asse di chiglia: è a questo punto che si fa festa e che
si comincia a discutere sul nome della futura imbarcazione.
Lungo le coste europee dell’Atlantico, ad esempio,
ministro di questo rito è il maestro d’ascia più anziano che, conficcando
sulla trave il primo chiodo simbolico guarnito di un nastro rosso, augura mari
propizi alla nascitura.
Ancora, nel Nord Europa, quando la prua è sagomata, si
diramano inviti a destra e sinistra e tutti sono obbligati ad intervenire
offrendo abbondanti libagioni alle maestranze; o, nel caso fossero
impossibilitati, a far pervenire i loro voti augurali: se non lo facessero, si
tratterebbe di un imperdonabile sfregio.
L’atto successivo, ossia la nascita della barca, è il
varo detto anche battesimo del mare: termine che in Francia è stato per secoli
osteggiato dalla Chiesa in quanto disdicevole e “pagano”. Ma,
per il marinaio, si tratta sempre di un battesimo: tant’è vero che la
sua barca avrà una madrina e, spesso, anche un padrino e che, prima di
scivolare fra le onde, verrà aspersa, battezzata.
Una volta lo si faceva col sangue di un animale ( e a
ricordo di ciò molte imbarcazioni mediterranee dipingono la chiglia con un
colore diverso da quello dello scafo); poi lo si fece con l’acqua di mare
facendo seguire alcune formule propiziatorie. Quindi si cominciò ad aspergerla
con del vino fino a passare all’uso di infrangere una bottiglia sulla prua. Un
uso che solo da poco tempo prevede l’impiego di champagne, e solo per lo
spettacolo suggestivo che offre al momento dell’impatto con la sua spuma
visibile a distanza. A questo punto la nave vive con un proprio carattere e una
propria volontà che pretendono rispetto da parte dell’equipaggio e dei
proprietari: ecco quindi una lista lunghissima di tabù ( non cantare né
indossare scarpe durante il primo viaggio, non cambiare colore allo scafo, non
cambiare mai il nome, ecc…) tutte espressioni queste di una precisa volontà
che il marinaio rifiuta di considerare semplici superstizioni.
Tant’è vero che se queste regole non verranno
debitamente osservate, la nave (è dimostrato) si offenderà e si vendicherà.
L’imbarcazione è quindi un essere che ci si deve
ingraziare anche ricorrendo ad appositi riti propiziatori. Tra questi ne merita
un accenno soprattutto uno che, a quanto mi risulta, sopravvive ancora tra i
Vezo malgasci e i Bretoni, mentre è scomparso nel Mediterraneo da circa
cinquant’anni.
Si tratta del rito del modellino. Quando la barca venne
concepita, ne era stato creato un modellino in scala, non per orientare la
costruzione (tant’è vero che gli artigiani non seguono piani ben precisi) ma
in quanto, in perfetta coerenza con i riti animistici, rappresentava l’anima
della nave: si stabiliva così il famoso rapporto base tra microcosmo e
macrocosmo tipico di qualsiasi religione animistica. Violleau e Ch. Le Goffie,
due appassionati di “cose marinare” del XIX secolo, riportano al proposito
diverse testimonianze.Tra l’altro raccontano che la domenica precedente la
Quaresima in certe comunità del Nord Atlantico si tiene la festa dei battelli:
in tale occasione il proprietario invita a cena l’equipaggio offrendo
acquavite a volontà. Poi inizia una strana cerimonia.
Il modellino viene portato a tavola dal più anziano della
compagnia mentre il proprietario prende del pane, lo benedice e lo spezza,
distribuendolo ai presenti per rafforzarne il senso di comunione. Poi alza e
abbassa tre volte il modellino mentre gli astanti lo riveriscono a capo
scoperto. In tal modo la barca si lascerà docilmente governare per un altro
anno, fedele compagna e amica degli uomini che le affideranno le proprie vite e
che le hanno così dimostrato la loro considerazione e il loro rispetto.
Tratto da “La grande
enciclopedia del mare”
mercoledì 3 ottobre 2012
AnchorApp
Un'altra applicazione per Iphone e Ipad estremamente utile al costo di un cappuccino : è ANCHORAPP , che in pratica serve per monitorare l' ancoraggio della barca alla fonda .
Come funziona?
All’inizio della manovra di ancoraggio fissa un punto GPS per l’ancora. Alla fine della manovra, quando la catena dell’ancora è completamente stesa, fissa un punto GPS dalla poppa. AnchorApp usa il GPS per calcolare la regione circolare all’interno della quale la tua barca rimane in sicurezza.Se la tua barca supera i limiti della regione monitorata AnchorApp ti avvisa tramite un allarme sonoro. AnchorApp visualizza la posizione dell’ancora e della tua barca su una mappa, indicandoti la regione circolare all’interno della quale la barca rimane al sicuro.”
All’inizio della manovra di ancoraggio fissa un punto GPS per l’ancora. Alla fine della manovra, quando la catena dell’ancora è completamente stesa, fissa un punto GPS dalla poppa. AnchorApp usa il GPS per calcolare la regione circolare all’interno della quale la tua barca rimane in sicurezza.Se la tua barca supera i limiti della regione monitorata AnchorApp ti avvisa tramite un allarme sonoro. AnchorApp visualizza la posizione dell’ancora e della tua barca su una mappa, indicandoti la regione circolare all’interno della quale la barca rimane al sicuro.”
Ovviamente il programma lavora in background anche se il dispositivo è spento.
Non ho avuto modo di provarlo, ma le recensioni sono molto buone e per poco più di due euro può valere sicuramente la pena utilizzarlo
lunedì 1 ottobre 2012
L'uovo di Colombo ?
Forse per i velisti più esperti ho scoperto " l'acqua calda " , ma vedendo il mio prodiere armeggiare febbrilmente con le gasse del gennaker tra un' issata ed una ammainata, nell'ultima regatina di circolo, ho pensato bene di regalargli una bella coppia di GANCI A CHIAVETTA . Sono in alluminio si incastrano tra loro in modo semplice e veloce, ed allo stesso modo si separano. Uno viene fissato alla scotta e l'altro alla bugna di mura. Li trovi in alcuni negozi on line con un costo di 7 euro la coppia per i piccoli con scotta max 6 mm fino ai 26 euro a coppia per quelli più grandi con scotta fino 10\12 mm. Ho notato che non sono di facilissima reperibilità, perché poco usati, ma vi assicuro che sono di una comodità unica . Il mio prodiere non ne può più fare a meno.
giovedì 27 settembre 2012
Battista, il timoniere che non sbaglia mai
| Battista su Annina |
Una brutta sorpresa
lo sapevate che ....
Babordo e tribordo - Sinistra e dritta.
Babordo e tribordo venivano usati nella Marina francese e in quella olandese.
Nella Marina italiana il lato sinistro e il lato destro sono sempre stati chiamati sinistra e dritta.
Le parole babordo e tribordo derivano
dal francese babord e tribord, e da quelle olandesi bakboord e
stierboord, che erano il lato interno (sinistro) ed esterno (destro)
della pala del timone.
Dato che le parole usate da noi a
terra, per identificare le cose, quasi sempre cambiano una volta che si è
imbarcati, mi incuriosiva capire perché, mentre il lato destro diventa
"a dritta", quello sinistro al contrario rimane "a sinistra".
Il motivo è semplice: non si vuole confonderlo con il vocabolo mancina, che esiste già e definisce una gru usata in banchina.
Il motivo è semplice: non si vuole confonderlo con il vocabolo mancina, che esiste già e definisce una gru usata in banchina.
Fonte: www.ammiraglia88.it
Un lettore mi invia questa annotazione, circa l'origine etimologica in questione.
"Io sapevo che Babord e Tribord venivano dalla scritta Batrie presente a murata, sulle navi francesi, donde il lato dal quale si leggeva "Ba" (Babord - Sinistra) e "trie" (Tribord - dritta).."
Un lettore mi invia questa annotazione, circa l'origine etimologica in questione.
"Io sapevo che Babord e Tribord venivano dalla scritta Batrie presente a murata, sulle navi francesi, donde il lato dal quale si leggeva "Ba" (Babord - Sinistra) e "trie" (Tribord - dritta).."
Ringraziandolo per la sua partecipazione attiva al blog, mi sono premurato di approfondire la questione, trovando tesi che avvalorano entrambe le spiegazioni, anche se, secondo alcune fonti una nave di nome Batrie non sia mai stata annotata su nessun registro navale francese.
Ma come spesso accade, tra i due " litiganti " il terzo gode infatti sembrerebbe che all'origine più probabile, si deve la nascita del
termine al locale batterie che essendo molto pesanti veniva posto a centro
nave, la scritta francese Batry era quindi posta in corrispondenza dell’asse
longitudinale della nave ed anche qui il passaggio a Ba | Try è naturale.
Come sempre, il web è una fucina di notizie vere o false, a cui spesso si da credito gratuito, ma la cosa importante non è l'aver chiarito o meno il dubbio, ma il fatto di averne discusso con un affezionato lettore che mi ripaga del tempo che dedico alla nostra passione.
Buon vento.
venerdì 21 settembre 2012
Lo sapevate che ..
La storia della nave in bottiglia.
La creazione delle navi in bottiglia inizia tanti anni fa.
Si deve tornare indietro ai tempi dei primi imbarchi, che erano accompagnati spesso da grandi paure e timori.
Il bisogno di certezze, e di scacciare questa paura, induce i marinai ad avere dei porta fortuna. All'inizio si tratta di immagini di santi protettori e/o patroni, di immagini religiose, di ritratti ed altro materiale.
Si deve tornare indietro ai tempi dei primi imbarchi, che erano accompagnati spesso da grandi paure e timori.
Il bisogno di certezze, e di scacciare questa paura, induce i marinai ad avere dei porta fortuna. All'inizio si tratta di immagini di santi protettori e/o patroni, di immagini religiose, di ritratti ed altro materiale.
A bordo delle navi tutto quello che
non era cerato o calafato aveva breve durata, perché veniva distrutto o
dall'umidità o dalla salsedine. Si doveva pertanto studiare un sistema
per conservare questi porta fortuna.
Uno "scrigno" inattaccabile, poco ingombrante, economico, e che mostrava il contenuto senza doverlo aprire, era la bottiglia.
Uno "scrigno" inattaccabile, poco ingombrante, economico, e che mostrava il contenuto senza doverlo aprire, era la bottiglia.
I più antichi oggetti in bottiglia ritrovati sono generalmente religiosi: croci, preghiere, immagini.Essendo un metodo di conservazione eccellente, in seguito i marinai iniziarono a dedicarsi anche alla costruzioni di navi in bottiglia.
Le più antiche conosciute risalgono al 1780.
Da questa data in poi sono soprattutto le navi che vengono imbottigliate. Hanno avuto molto successo, anche perché ci si stupiva della capacità di costruire un modello di nave, con sovrastrutture, sartiame e vele spiegate, passando solo attraverso quel piccolo foro del collo della bottiglia.
Il trucco c'era: in realtà si imbottigliava il modello completo con dei fili lasciati lunghi che, dopo la sua introduzione, permettevano di alzare l'alberatura e di ottenere il risultato finale desiderato.
Fonte: www.ammiraglia88.it
giovedì 20 settembre 2012
Salone di Genova 2012
Dopo tante chiacchere, ipotesi di scissione, sembra che finalmente si sia raggiunto l'accordo tra l'ente fiera con i cantieri " dissidenti " , per avere un salone nautico UNIFICATO a Genova, dal 6 al 14 ottobre. Forse non tutti hanno seguito le peripezie dei mesi precedenti, per cui faccio un piccolo riassunto:
Alcuni cantieri della vela in particolare, comar in testa, presentarono a suo tempo perplessità circa i costi e la logistica riservati alla vela dall'ente Fieristico. Con una presa di posizione drastica, alcuni marchi, decisero di separarsi dall'evento e creare un " salone parallelo "dedicato alla vela . Si parlò prima di esporre negli spazi del porto nuovo, per poi accordarsi con La Spezia, dove fino a poco tempo fa veniva già pubblicizzata la notizia. Dopo vari incontri, scontri, si è finalmente raggiunto un Italico accordo, per avere un solo classico salone, con più spazio riservato alla vela, specie quella esposta a terra. Staremo a vedere. Una piccola considerazione:
A parte il fatto di accavallare le date tra il salone e la Barcolana , che impegna miglia di potenziali visitatori velisti, ritengo sacrosanto il diritto di dare maggiore luce alla piccola media cantieristica, che è struttura portante dell'economia nautica in italia. Vero che i grossi gruppi sono il fiore all'occhiello della produzione italiana, ma questi colossi hanno badget di investimenti adeguati ad una competizione mondiale. Perchè penalizzare i piccoli ? Stiamo vedendo in questi mesi tutti i cantieri della vela dedicarsi a misure sempre più piccole alla portata dei più, per ovvie necessità di mercato. Non lasciamo però che questi grossi marchi sommergano i tanti piccoli artigiani che con sacrificio ed amore del proprio lavoro, stanna appena a galla. Più spazio per tutti con costi ragionevoli in proporzione ai fatturati, sarebbe la ricetta vincente, ma si sa che a volte o forse spesso gli interessi di pochi diventano di tutti, volenti e non .
Io ci andrò sperando che le polemiche di questi mesi abbiano sortito qalche positivo effetto, e se vorrete leggermi, vi comunicherò le mie impressioni.
lunedì 17 settembre 2012
NAVIGANDO ATTRAVERSO L'EUROPA
Simone, giovane intraprendente di 30 anni, ha deciso di attraversare l'europa, su un piccolo cabinato a vela, seguendo i canali navigabili. Un'avventura emozionante ben descritta nel suo blog edito sul Giornale della Vela.com.Puoi seguire le sue imprese collegandoti al LINK di GDVvenerdì 14 settembre 2012
Bambini a Bordo
Chi ha un bambino piccolo e condivide la passione per la vela, si fa molte domande su come gestire la situazione. Di questo argomento si è scritto molto, con opinioni più o meno condivisibili, ma questo articolo pubblicato dalla Lega Navale Italiana, mi ha colpito soprattutto, perché scritto da una mamma. Quale figura migliore può consigliare su cosa è meglio per i nostri pargoli ?Leggi l'articolo sul seguente link
giovedì 13 settembre 2012
Russell Coutts crash
Anche i Migliori sbagliano.... In una prova della Coppa America series, Russell Coutts chiuso in partenza da un avversario, non può far altro che .... ( guarda il video.
)
You position.it
Un sito gratuito ed interessante, YOU POSITION . IT
YouPosition.it ti consente di creare online il diario dei tuoi viaggi "geo referenziato" in tempo reale, semplicemente inviando messaggi SMS dal tuo cellulare.
Nell'SMS puoi anche inserire le coordinate della posizione in cui ti trovi: la latitudine e la longitudine lette da un GPS o dal tuo navigatore satellitare.
In questo modo i tuoi amici a casa vedranno comparire all'istante non solo il tuo messaggio, ma anche il punto esatto in cui ti trovavi quando l'hai inviato. Tutto questo sarà visualizzato sulle mappe satellitari di Google Maps, con la possibilità di fare degli zoom fino ad un livello di dettaglio incredibile!
I visitatori registrati potranno inoltre scrivere e pubblicare dei commenti al tuo viaggio.
Una volta rientrato a casa o raggiunto un internet point, anche tu potrai rivedere e ricordare tutte le tappe salienti della tua avventura e potrai anche caricare una foto per ogni tappa, creando così un "diario di bordo" simpatico e diverso dal solito.
YouPosition.it ti consente di creare online il diario dei tuoi viaggi "geo referenziato" in tempo reale, semplicemente inviando messaggi SMS dal tuo cellulare.
Nell'SMS puoi anche inserire le coordinate della posizione in cui ti trovi: la latitudine e la longitudine lette da un GPS o dal tuo navigatore satellitare.
In questo modo i tuoi amici a casa vedranno comparire all'istante non solo il tuo messaggio, ma anche il punto esatto in cui ti trovavi quando l'hai inviato. Tutto questo sarà visualizzato sulle mappe satellitari di Google Maps, con la possibilità di fare degli zoom fino ad un livello di dettaglio incredibile!
I visitatori registrati potranno inoltre scrivere e pubblicare dei commenti al tuo viaggio.
Una volta rientrato a casa o raggiunto un internet point, anche tu potrai rivedere e ricordare tutte le tappe salienti della tua avventura e potrai anche caricare una foto per ogni tappa, creando così un "diario di bordo" simpatico e diverso dal solito.
lunedì 10 settembre 2012
SUP

Il SUPing è un nuovo sport emergente. Si tratta di una tavola tipo surf, più ampia e stabile, sulla quale è possibile remare in piedi o surfare sull'onda. Sembra che dia ottimi risultati dal punto dello sviluppo fisico, nonché divertente nel suo utilizzo. Potrebbe essere un mezzo estremamente interessante in sostituzione del classico tender nelle soste in rada, specie sulle barche più piccole. Infatti la caratteristica principale del Sup, sta nel fatto che si gonfia e sgonfia con facilità stivandolo in una borsa dalle dimensioni contenute. In alcuni casi la tavola è arricchita da interessanti accessori che possono trasformare il Sup in kayak o addirittura in piccola vela , molto comodo per raggiungere le calette preferite, senza ausilio del motore, magari in acque protette Unico lato negativo, se vogliamo è il prezzo ancora relativamente alto, nell'ordine delle 800 \ 900 euro, ma c'è da scommettere che con lo sviluppo di questa moda i costi caleranno sicuramente.
ecco un bel video che ne illustra l'utilizzo:
venerdì 7 settembre 2012
La Bandiera Navale, questa sconosciuta
Forse non tutti sanno, che dietro all'esposizione di una Bandiera Nazionale, nel campo nautico, esistono una serie di regole della tradizione marinaresca che, nel diporto, vengono spesso dimenticate, vuoi per comodità o per ignoranza. Dall'archivio della LEGA NAVALE ITALIANA, escludendo i rigidi regolamenti della Marina Militare, ho stralciato alcuni passi delle consuetudini da rispettare, nel diporto nautico.
La Bandiera Navale Nazionale (di
seguito Bandiera) è il simbolo della
alzata all'asta di poppa o al picco dell'albero poppiero. La
bandiera va
tenuta bene a segno, mai a tre quarti, a mezz'asta ,
ingarbugliata o
arrotolata all'asta. Il rispetto per la Bandiera, nonché
l'osservanza delle
consuetudini inerenti il suo uso, esposizione e conservazione,
costituiscono
un importante aspetto dell'etica navale
I
bastimenti mercantili (e quindi anche le unità da
diporto)
iscritti nei registri dell'Autorità Marittima nazionale, hanno l'obbligo di
tenere spiegata la
Bandiera
in navigazione lungo costa, quando si incontrano altre navi con bandiera
spiegata, quando
si
incrociano navi di cui si vuol conoscere la nazionalità e durante la permanenza
nelle acque
territoriali
straniere e nei porti esteri.
Tuttavia
è buona consuetudine esporla sempre in navigazione.
In
porto la Bandiera si alza dalle 08.00 al tramonto, in particolare nei giorni
festivi, in analogia a
quanto
effettuato dalle navi militari. Le imbarcazioni in regata generalmente non
espongono la
Bandiera,
per distinguersi da quelle in normale navigazione.
Le
unità da diporto a motore inalberano la Bandiera sempre sull'asta di poppa.
Le
imbarcazioni a vela con albero unico armato a sloop la alzano sull'asta di
poppa oppure, in
alternativa
e per la sola navigazione a vela, ai due terzi della balumina della randa.
Sulle unità a vela
fornite
di picco o a più alberi la Bandiera resta sull'asta all'estrema poppa solo
all'ancora o
all'ormeggio,
mentre in navigazione viene issata sul picco o sull'albero poppiero.
Asserisco
con convinzione che la Bandiera vecchia non è onor capitano, a dispetto di
quanto recita
un noto detto. Essa è
solo segno di trascuratezza e disordine che depongono
Guidone sociale
E'
il guidone del Circolo Nautico nei cui registri è iscritta
l'imbarcazione
da diporto, o del Circolo cui è associato l'armatore
dell'imbarcazione.
Non è buona norma alzare contemporaneamente
il
guidone di più di un club.
A
differenza delle altre bandiere è consentito che rimanga a riva
giorno
e notte, sia che l'imbarcazione si trovi all'ancora, sia che si
trovi
in navigazione. Il guidone sociale si ammaina solo quando
l'imbarcazione
è in disarmo.
Su
imbarcazioni senza alberi viene issato all'asta di prora; su
yachts
a motore ad albero centrale, viene issato a dritta parte
interna;
su quelle fornite di uno o più alberi, in testa all'albero di
maestra.
un'antenna
radio, è consentito issare il guidone sociale sulla
crocetta
principale di dritta. In tal caso, navigando in acque estere,
il
guidone sociale deve far luogo alla bandiera di cortesia (vedi
ultimo
alinea del paragrafo 2.1. della lezione 2). Pertanto viene spostato alla
crocetta principale di
sinistra,
unitamente all'eventuale bandiera armatoriale. Con il Gran Pavese a riva, il
guidone sociale
deve
essere issato alla crocetta principale di dritta dell'albero di maestra.
Bandiera del Proprietario od Armatoriale
Si
tratta di una bandiera di forma generalmente quadrata, talvolta triangolare,
che il proprietario si è
liberamente
scelto, controllando nei limiti del possibile, che non somigli ad altre già in
uso e
registrate
nei clubs nautici.
Viene
alzata quando il proprietario o un suo familiare sia o salga a bordo e viene
ammainata di
giorno
quando lo stesso scende, o, comunque al tramonto dopo l'ammaina Bandiera.
Sugli
yachts a motore con albero centrale, viene issata a sinistra parte interna; su
imbarcazioni
fornite
di albero singolo, viene issata alla crocetta principale di sinistra; su quelle
a più alberi alla
crocetta
principale di sinistra dell'albero di maestra; oppure, se non esiste crocetta,
su quelle a due
alberi,
sull'albero prodiero, su quelle a tre alberi all'albero poppiero.
Quando
sull'unità è imbarcata un'Autorità cui spetta per diritto una particolare
bandiera o
gagliardetto
(Autorità Navale dello Stato, Dignitario di club nautico…), occorre mandare a
riva, in
luogo
della bandiera del proprietario, tale bandiera, che prende il nome di
"insegna del dignitario".
Se
l'Autorità imbarcata è un Presidente della Repubblica, italiana o estera, o un
principe di casa
regnate
estera, l'insegna, denominata in questo caso "stendardo" va alzata in
testa all'albero maestro.
Queste
consuetudini sono direttamente derivate dalle prescrizioni in vigore nella
Marina Militare,
sulle
cui unità la "fiamma" dell'ufficiale in comando cede il posto
all'insegna del comandante
complesso superiore
imbarcato, o allo stendardo delle alte Autorità.
Fonte: Lega Navale Italiana
Fonte: Lega Navale Italiana
mercoledì 5 settembre 2012
Energia a colori
Sarà che sono della generazione che ha visto passare la tv dal bianco e nero al colore, ma quando mi imbatto in questi articoli , non riesco a non meravigliarmi. Leggete e stupitevi anche voi ....
La vernice-batteria
In via di sperimentazione in Texas, una vernice che svolge il ruolo di accumulatore di energia
Verniciare la barca per sostituire le batterie, questo è quello che , probabilmente faremo tra qualche anno. Un gruppo di ricercatori della Rice University a Houston, in Texas ha pubblicato sulla rivista Scientific Reports uno studio sulle batterie liquide. Gli scienziati hanno messo a punto cinque tipi di vernice, ogni tipo sostituisce uno dei componenti essenziali delle batterie al litio, cioè due collettori di corrente, un catodo, un anodo e un separatore polimerico nel mezzo. Una volta passati i cinque strati di vernice uno sull'altro su di un corpo solido, si ottiene un accumulatore di energia, ovvero una batteria. AL momento, i ricercatori, hanno testato la capacità delle diverse vernici di aderire ai vari substrati applicandole sulle piastrelle di ceramica, sul vetro, sull'acciaio e perfino sul vetro curvo di un boccale di birra. Nel primo degli esperimenti fatti, i ricercatori hanno collegato tra loro in serie nove piastrelle di ceramica, una di queste era dotata di un piccolo pannello fotovoltaico alimentato da una lampada del laboratorio. Una volta caricate le piastrelle di ceramica trasformate in batteria, sono riuscite ad alimentare delle luci al led fornendo energia pari a 2,4 volt.
Se tutte le condizioni saranno incontrate e l'invenzione diventerà un prodotto commerciale, il mondo delle batterie potrebbe cambiare radicalmente. Noi potremmo verniciare la barca e trasformarla in una grande batteria e, probabilmente, sopra questa vernice potremmo mettere della vernice fotovoltaica e avere una barca che produce e accumula energia in autonomia.
Fonte : SoloVela.net
In via di sperimentazione in Texas, una vernice che svolge il ruolo di accumulatore di energia
Verniciare la barca per sostituire le batterie, questo è quello che , probabilmente faremo tra qualche anno. Un gruppo di ricercatori della Rice University a Houston, in Texas ha pubblicato sulla rivista Scientific Reports uno studio sulle batterie liquide. Gli scienziati hanno messo a punto cinque tipi di vernice, ogni tipo sostituisce uno dei componenti essenziali delle batterie al litio, cioè due collettori di corrente, un catodo, un anodo e un separatore polimerico nel mezzo. Una volta passati i cinque strati di vernice uno sull'altro su di un corpo solido, si ottiene un accumulatore di energia, ovvero una batteria. AL momento, i ricercatori, hanno testato la capacità delle diverse vernici di aderire ai vari substrati applicandole sulle piastrelle di ceramica, sul vetro, sull'acciaio e perfino sul vetro curvo di un boccale di birra. Nel primo degli esperimenti fatti, i ricercatori hanno collegato tra loro in serie nove piastrelle di ceramica, una di queste era dotata di un piccolo pannello fotovoltaico alimentato da una lampada del laboratorio. Una volta caricate le piastrelle di ceramica trasformate in batteria, sono riuscite ad alimentare delle luci al led fornendo energia pari a 2,4 volt.
Se tutte le condizioni saranno incontrate e l'invenzione diventerà un prodotto commerciale, il mondo delle batterie potrebbe cambiare radicalmente. Noi potremmo verniciare la barca e trasformarla in una grande batteria e, probabilmente, sopra questa vernice potremmo mettere della vernice fotovoltaica e avere una barca che produce e accumula energia in autonomia.
Fonte : SoloVela.net
lunedì 3 settembre 2012
I 10 nodi più usati in barca
Un pò di ripasso non guasta mai. Da Navigare informati, a cura del corpo della guardia costiera, dieci video che spiegano in modo semplice ed intuitivo i 10 nodi marinari più usati in barca, e che pubblicherò a puntate nel corso di questo mese .incominciamo dal più semplice
Energia pulita

L'era moderna Si sviluppa attraverso l'energia che consuma. Quasi tutti possediamo un cellulare, la televisione, il Pc, aria condizionata ecc,che richiedono elettricità per funzionare. Oggi giorno la produzione di energia "pulita" ha fatto notevoli passi in avanti, basti pensare ai pannelli solari divenuti di uso comune. Uno dei sistemi che più mi affascina è sicuramente quello di ricavare elettricità sfruttando il moto ondoso del mare. Il sistema è relativamente semplice: degli enormi galleggianti vengono ancorati con delle catene al fondo del

Mare, ed il moto ondoso muove perpendicolarmente la parte emersa, che mette in movimento una dinamo la quale produce energia convogliata via cavo a terra. Purtroppo questo sistema è ancora in fase di studio ed è poco utilizzato. In Questa direzione si stanno muovendo i grandi colossi legati ad internet. Infatti questi gruppi per immagazzinare milioni di dati che ogni giorno noi lasciamo girare nel web, necessitano di un incredibile fonte di energia. Basti pensare che Google ha "colonizzato"una cittadina in decadenza negli USA perché disponeva di enormi quantità di acqua fluviale necessarie a raffreddare i centri di immagazzinamento dati. La stessa azienda sta da anni sperimentando enormi serpentoni d' acqua che galleggiano negli oceani creandosi l energia per autoalimentarsi. Purtroppo manca la volontà politica per allontanarsi dal caro petrolio, ed i governi preferiscono ostentare queste alternative a basso impatto ambientale. Abbiamo a disposizione mari ed oceani pronti a darci una mano, ma invece spesso preferiamo utilizzarli come discariche. Speriamo che le nuove generazioni facciano della tecnologia non solo uno strumento di vita, ma anche un mezzo per migliorarla.
da : Fonti varie
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