giovedì 27 settembre 2012

Una brutta sorpresa

Recandomi alla molo della Lega Navale di Mandello del Lario, dove ormeggio Annina,  noto la sagoma di una barca a vela affondata a causa di un canale di scarico che,dopo un violento temporale, ha rovesciato una cascata d'acqua sulla prua della malcapitata imbarcazione, la quale sembrerebbe avesse anche un tambuccio aperto !. Credo sia la prima volta che vedo una barca affondata, e devo dire che mi ha lasciato una strana senzazione, come quando passi in autostrada davanti ad un grave  incidente. Fortunatamente il pronto intervento di un sommozatore coadiuvato dalla gru, ha permesso il ripescaggio, con relativa messa a secco per le dovute manutenzioni. Non sono mancati i classici e gustosi commenti in banchina dei curiosi riunitisi per l'inatteso spettacolo, ma sarà il caso di ometterli.......

lo sapevate che ....




Babordo e tribordo - Sinistra e dritta.
Babordo e tribordo venivano usati nella Marina francese e in quella olandese. Nella Marina italiana il lato sinistro e il lato destro sono sempre stati chiamati sinistra e dritta.
Le parole babordo e tribordo derivano dal francese babord e tribord, e da quelle olandesi bakboord e stierboord, che erano il lato interno (sinistro) ed esterno (destro) della pala del timone.
Dato che le parole usate da noi a terra, per identificare le cose, quasi sempre cambiano una volta che si è imbarcati, mi incuriosiva capire perché, mentre il lato destro diventa "a dritta", quello sinistro al contrario rimane "a sinistra".
Il motivo è semplice: non si vuole confonderlo con il vocabolo mancina, che esiste già e definisce una gru usata in banchina.
Fonte: www.ammiraglia88.it

 Un lettore mi invia questa annotazione, circa l'origine etimologica in questione.

 "Io sapevo che Babord e Tribord venivano dalla scritta Batrie presente a murata, sulle navi francesi, donde il lato dal quale si leggeva "Ba" (Babord - Sinistra) e "trie" (Tribord - dritta).."

Ringraziandolo per  la sua partecipazione attiva al blog, mi sono premurato di approfondire la questione, trovando tesi che avvalorano entrambe le spiegazioni, anche se, secondo alcune fonti una nave di nome Batrie non sia mai stata annotata su nessun registro navale francese.

Ma come spesso accade, tra i due " litiganti " il terzo gode infatti sembrerebbe che all'origine più probabile, si deve la nascita del termine al locale batterie che essendo molto pesanti veniva posto a centro nave, la scritta francese Batry era quindi posta in corrispondenza dell’asse longitudinale della nave ed anche qui il passaggio a Ba | Try è naturale.

Come sempre, il web è una fucina di notizie vere o false, a cui spesso si da credito gratuito, ma la cosa importante non è l'aver chiarito o meno il dubbio, ma il fatto di averne discusso con un affezionato lettore che mi ripaga del tempo che dedico alla nostra passione.
Buon vento.


 

venerdì 21 settembre 2012

Lo sapevate che ..

i dieci nodi più usati in barca 6

giovedì 20 settembre 2012

Salone di Genova 2012

Dopo tante chiacchere, ipotesi di scissione, sembra che finalmente si sia raggiunto l'accordo tra l'ente fiera con i cantieri " dissidenti " , per avere un salone nautico UNIFICATO a Genova, dal 6 al 14 ottobre. Forse non tutti hanno seguito le peripezie dei mesi precedenti, per cui faccio un piccolo riassunto:
Alcuni cantieri della vela in particolare, comar in testa, presentarono a suo tempo perplessità circa i costi e la logistica riservati alla vela dall'ente Fieristico. Con una presa di posizione drastica, alcuni marchi, decisero di separarsi dall'evento e creare un " salone parallelo "dedicato alla vela . Si parlò prima di esporre negli spazi del porto nuovo, per poi accordarsi con La Spezia, dove fino a poco tempo fa veniva già pubblicizzata la notizia. Dopo vari incontri, scontri, si è finalmente raggiunto un Italico accordo, per avere un solo classico salone, con più spazio riservato alla vela, specie quella esposta a terra. Staremo a vedere. Una piccola considerazione:
A parte il fatto di accavallare le date tra il salone e la Barcolana , che impegna miglia di potenziali visitatori velisti, ritengo sacrosanto il diritto di dare maggiore luce alla piccola media cantieristica, che è struttura portante dell'economia nautica in italia. Vero che i grossi gruppi sono il fiore all'occhiello della produzione italiana, ma questi colossi hanno badget di investimenti adeguati ad una competizione mondiale. Perchè penalizzare i piccoli ? Stiamo vedendo in questi mesi tutti i cantieri della vela dedicarsi a misure sempre più piccole alla portata dei più, per ovvie necessità di mercato. Non lasciamo però che questi grossi marchi sommergano i tanti piccoli artigiani che con sacrificio ed amore del proprio lavoro, stanna appena a galla. Più spazio per tutti con costi ragionevoli in proporzione ai fatturati, sarebbe la ricetta vincente, ma si sa che a volte o forse spesso gli interessi di pochi diventano di tutti, volenti e non .
Io ci andrò sperando che le polemiche di questi mesi abbiano sortito qalche positivo effetto, e se vorrete leggermi, vi comunicherò le mie impressioni.



lunedì 17 settembre 2012

i dieci nodi più usati in barca 5

NAVIGANDO ATTRAVERSO L'EUROPA

Simone, giovane intraprendente di 30 anni, ha deciso di attraversare l'europa, su un piccolo cabinato a vela, seguendo i canali navigabili. Un'avventura emozionante ben descritta nel suo blog edito sul Giornale della Vela.com.Puoi seguire le sue imprese collegandoti al LINK di GDV



venerdì 14 settembre 2012

Bambini a Bordo

Chi ha un bambino piccolo e condivide la passione per la vela, si fa molte domande su come gestire la situazione. Di questo argomento si è scritto molto, con opinioni più o meno condivisibili, ma questo articolo pubblicato dalla Lega Navale Italiana, mi ha colpito soprattutto, perché scritto da una mamma. Quale figura migliore può consigliare su cosa è meglio per i nostri pargoli ?
Leggi l'articolo sul seguente link
BAMBINI IN BARCA di Giorgia Gessner

giovedì 13 settembre 2012

Russell Coutts crash

Anche i Migliori sbagliano.... In una prova della Coppa America series, Russell Coutts chiuso in partenza da un avversario, non può far altro che .... ( guarda il video. )

i 10 nodi più usati in barca 4

You position.it

Un sito gratuito ed interessante, YOU POSITION . IT 

YouPosition.it ti consente di creare online il diario dei tuoi viaggi "geo referenziato" in tempo reale, semplicemente inviando messaggi SMS dal tuo cellulare.
Nell'SMS puoi anche inserire le coordinate della posizione in cui ti trovi: la latitudine e la longitudine lette da un GPS o dal tuo navigatore satellitare.
In questo modo i tuoi amici a casa vedranno comparire all'istante non solo il tuo messaggio, ma anche il punto esatto in cui ti trovavi quando l'hai inviato. Tutto questo sarà visualizzato sulle mappe satellitari di Google Maps, con la possibilità di fare degli zoom fino ad un livello di dettaglio incredibile!
I visitatori registrati potranno inoltre scrivere e pubblicare dei commenti al tuo viaggio.
Una volta rientrato a casa o raggiunto un internet point, anche tu potrai rivedere e ricordare tutte le tappe salienti della tua avventura e potrai anche caricare una foto per ogni tappa, creando così un "diario di bordo" simpatico e diverso dal solito.

lunedì 10 settembre 2012

SUP


Il SUPing è un nuovo sport emergente. Si tratta di una tavola tipo surf, più ampia e stabile, sulla quale è possibile remare in piedi o surfare sull'onda. Sembra che dia  ottimi risultati dal punto dello sviluppo fisico, nonché divertente nel suo utilizzo. Potrebbe essere un mezzo estremamente interessante in sostituzione del classico tender nelle soste in rada, specie sulle barche più piccole. Infatti la caratteristica principale del Sup, sta nel fatto che si gonfia e sgonfia con facilità stivandolo  in una borsa dalle dimensioni contenute. In alcuni casi la tavola è arricchita da interessanti accessori che possono trasformare il Sup in kayak o addirittura in piccola vela , molto comodo per raggiungere le calette preferite, senza ausilio del motore, magari in acque protette Unico lato negativo, se vogliamo è il prezzo ancora relativamente alto, nell'ordine delle 800 \ 900 euro, ma c'è da scommettere che con lo sviluppo di questa moda  i costi caleranno sicuramente.
ecco un bel video che ne illustra l'utilizzo:

I dieci nodi più usati in barca 3

venerdì 7 settembre 2012

La Bandiera Navale, questa sconosciuta

Forse non tutti sanno, che dietro all'esposizione di una Bandiera Nazionale, nel campo nautico, esistono una serie di regole della tradizione marinaresca che, nel diporto, vengono spesso dimenticate, vuoi per comodità o per ignoranza. Dall'archivio della LEGA NAVALE ITALIANA, escludendo i rigidi regolamenti della Marina Militare, ho stralciato alcuni passi delle consuetudini da rispettare, nel diporto nautico.


La Bandiera Navale Nazionale (di seguito Bandiera) è il simbolo della
Patria e della sovranità della Nazione di armamento del bastimento. Essa è
alzata all'asta di poppa o al picco dell'albero poppiero. La bandiera va
tenuta bene a segno, mai a tre quarti, a mezz'asta , ingarbugliata o
arrotolata all'asta. Il rispetto per la Bandiera, nonché l'osservanza delle
consuetudini inerenti il suo uso, esposizione e conservazione,
costituiscono un importante aspetto dell'etica navale
I bastimenti mercantili (e quindi anche le unità da
diporto) iscritti nei registri dell'Autorità Marittima nazionale, hanno l'obbligo di tenere spiegata la
Bandiera in navigazione lungo costa, quando si incontrano altre navi con bandiera spiegata, quando
si incrociano navi di cui si vuol conoscere la nazionalità e durante la permanenza nelle acque
territoriali straniere e nei porti esteri.
Tuttavia è buona consuetudine esporla sempre in navigazione.

In porto la Bandiera si alza dalle 08.00 al tramonto, in particolare nei giorni festivi, in analogia a
quanto effettuato dalle navi militari. Le imbarcazioni in regata generalmente non espongono la
Bandiera, per distinguersi da quelle in normale navigazione.
Le unità da diporto a motore inalberano la Bandiera sempre sull'asta di poppa.
Le imbarcazioni a vela con albero unico armato a sloop la alzano sull'asta di poppa oppure, in
alternativa e per la sola navigazione a vela, ai due terzi della balumina della randa. Sulle unità a vela
fornite di picco o a più alberi la Bandiera resta sull'asta all'estrema poppa solo all'ancora o
all'ormeggio, mentre in navigazione viene issata sul picco o sull'albero poppiero.
Asserisco con convinzione che la Bandiera vecchia non è onor capitano, a dispetto di quanto recita
un noto detto. Essa è solo segno di trascuratezza e disordine che depongono
Guidone sociale
E' il guidone del Circolo Nautico nei cui registri è iscritta
l'imbarcazione da diporto, o del Circolo cui è associato l'armatore
dell'imbarcazione. Non è buona norma alzare contemporaneamente
il guidone di più di un club.
A differenza delle altre bandiere è consentito che rimanga a riva
giorno e notte, sia che l'imbarcazione si trovi all'ancora, sia che si
trovi in navigazione. Il guidone sociale si ammaina solo quando
l'imbarcazione è in disarmo.
Su imbarcazioni senza alberi viene issato all'asta di prora; su
yachts a motore ad albero centrale, viene issato a dritta parte
interna; su quelle fornite di uno o più alberi, in testa all'albero di
maestra.
Per le imbarcazioni ad un solo albero, sulla cui testa è istallata
un'antenna radio, è consentito issare il guidone sociale sulla
crocetta principale di dritta. In tal caso, navigando in acque estere,
il guidone sociale deve far luogo alla bandiera di cortesia (vedi
ultimo alinea del paragrafo 2.1. della lezione 2). Pertanto viene spostato alla crocetta principale di
sinistra, unitamente all'eventuale bandiera armatoriale. Con il Gran Pavese a riva, il guidone sociale
deve essere issato alla crocetta principale di dritta dell'albero di maestra.
Bandiera del Proprietario od Armatoriale
Si tratta di una bandiera di forma generalmente quadrata, talvolta triangolare, che il proprietario si è
liberamente scelto, controllando nei limiti del possibile, che non somigli ad altre già in uso e
registrate nei clubs nautici.
Viene alzata quando il proprietario o un suo familiare sia o salga a bordo e viene ammainata di
giorno quando lo stesso scende, o, comunque al tramonto dopo l'ammaina Bandiera.
Sugli yachts a motore con albero centrale, viene issata a sinistra parte interna; su imbarcazioni
fornite di albero singolo, viene issata alla crocetta principale di sinistra; su quelle a più alberi alla
crocetta principale di sinistra dell'albero di maestra; oppure, se non esiste crocetta, su quelle a due
alberi, sull'albero prodiero, su quelle a tre alberi all'albero poppiero.
Quando sull'unità è imbarcata un'Autorità cui spetta per diritto una particolare bandiera o
gagliardetto (Autorità Navale dello Stato, Dignitario di club nautico…), occorre mandare a riva, in
luogo della bandiera del proprietario, tale bandiera, che prende il nome di "insegna del dignitario".
Se l'Autorità imbarcata è un Presidente della Repubblica, italiana o estera, o un principe di casa
regnate estera, l'insegna, denominata in questo caso "stendardo" va alzata in testa all'albero maestro.
Queste consuetudini sono direttamente derivate dalle prescrizioni in vigore nella Marina Militare,
sulle cui unità la "fiamma" dell'ufficiale in comando cede il posto all'insegna del comandante
complesso superiore imbarcato, o allo stendardo delle alte Autorità.
Fonte: Lega Navale Italiana

I 10 nodi più usati in barca 2

mercoledì 5 settembre 2012

Energia a colori

Sarà che sono della generazione che ha visto passare la tv dal bianco e nero al colore, ma quando mi imbatto in questi articoli , non riesco a non meravigliarmi. Leggete e stupitevi anche voi  ....

News/08/batteria_vernice.jpg La vernice-batteria

In via di sperimentazione in Texas, una vernice che svolge il ruolo di accumulatore di energia

Verniciare la barca per sostituire le batterie, questo è quello che , probabilmente faremo tra qualche anno. Un gruppo di ricercatori della Rice University a Houston, in Texas ha pubblicato sulla rivista Scientific Reports uno studio sulle batterie liquide. Gli scienziati hanno messo a punto cinque tipi di vernice, ogni tipo sostituisce uno dei componenti essenziali delle batterie al litio, cioè due collettori di corrente, un catodo, un anodo e un separatore polimerico nel mezzo. Una volta passati i cinque strati di vernice uno sull'altro su di un corpo solido, si ottiene un accumulatore di energia, ovvero una batteria. AL momento, i ricercatori, hanno testato la capacità delle diverse vernici di aderire ai vari substrati applicandole sulle piastrelle di ceramica, sul vetro, sull'acciaio e perfino sul vetro curvo di un boccale di birra. Nel primo degli esperimenti fatti, i ricercatori hanno collegato tra loro in serie nove piastrelle di ceramica, una di queste era dotata di un piccolo pannello fotovoltaico alimentato da una lampada del laboratorio. Una volta caricate le piastrelle di ceramica trasformate in batteria, sono riuscite ad alimentare delle luci al led fornendo energia pari a 2,4 volt.
Se tutte le condizioni saranno incontrate e l'invenzione diventerà un prodotto commerciale, il mondo delle batterie potrebbe cambiare radicalmente. Noi potremmo verniciare la barca e trasformarla in una grande batteria e, probabilmente, sopra questa vernice potremmo mettere della vernice fotovoltaica e avere una barca che produce e accumula energia in autonomia.
Fonte : SoloVela.net

lunedì 3 settembre 2012

I 10 nodi più usati in barca

Un pò di ripasso non guasta mai. Da Navigare informati, a cura del corpo della guardia costiera, dieci video che spiegano in modo semplice ed intuitivo i 10 nodi marinari più usati in barca, e che pubblicherò a puntate  nel corso di questo mese .incominciamo dal più semplice


Energia pulita


 L'era moderna Si sviluppa attraverso l'energia che consuma. Quasi tutti possediamo un cellulare, la televisione, il Pc, aria condizionata ecc,che richiedono elettricità per funzionare. Oggi giorno la produzione di energia "pulita" ha fatto notevoli passi in avanti, basti pensare ai pannelli solari divenuti di uso comune. Uno dei sistemi che più mi affascina è sicuramente quello di ricavare elettricità sfruttando il moto ondoso del mare. Il sistema è relativamente semplice: degli enormi galleggianti vengono ancorati con delle catene al fondo del
Mare, ed il moto ondoso muove perpendicolarmente la parte emersa, che mette in movimento una dinamo la quale produce energia convogliata via cavo a terra. Purtroppo questo sistema è ancora in fase di studio ed è poco utilizzato. In Questa direzione si stanno muovendo i grandi colossi legati ad internet. Infatti questi gruppi per immagazzinare milioni di dati che ogni giorno noi lasciamo girare nel web, necessitano di un incredibile fonte di energia. Basti pensare che Google ha "colonizzato"una cittadina in decadenza negli USA perché disponeva di enormi quantità di acqua fluviale necessarie a raffreddare i centri di immagazzinamento dati. La stessa azienda sta da anni sperimentando enormi serpentoni d' acqua che galleggiano negli oceani creandosi l energia per autoalimentarsi. Purtroppo manca la volontà politica per allontanarsi dal caro petrolio, ed i governi preferiscono ostentare queste alternative a basso impatto ambientale. Abbiamo a disposizione mari ed oceani pronti a darci una mano, ma invece spesso preferiamo utilizzarli come discariche. Speriamo che le nuove generazioni facciano della tecnologia non solo uno strumento di vita, ma anche un mezzo per migliorarla. 
da : Fonti varie

giovedì 2 agosto 2012

RICEVITORE AIS Marine traffic

03
Per le nostre piccole crociere, ecco una utile applicazione per IPHONE , IPAD e ANDROID . Si tratta di un ricevitore AIS (Automatic IdentificationSystem) che rileva tutte le imbarcazioni dotate di questo trasmettitore , segnalandone la posizione su una mappa Google. Per funzionare, il nostro smartphone o tablet, deve avere una copertura WIFI o 3G, quindi in mare aperto o senza segnale smette di ricevere. Chiaramente questa app non ha la pretesa di sostituire l AIS " ufficiale " ma per le nostre gite costiere dove la copertura del segnale non dovrebbe mancare, sapere che sulla nostra rotta si avvicina un cargo o una imbarcazione, può rilevarsi utile, specie nei porti trafficati o negli stretti. Si scarica  in due versioni una gratuita ed un altra più completa dal costo di euro 2.99. Provate il funzionamento  nel sito di Marinetraffic e guardate quante imbarcazioni o navi stanno incrociando la vostra zona di mare , da non credere .Cliccando sulla nave di vostro interesse, riceverete i tutti i dati della stessa con foto nome destinazione rotta porto di partenza e di arrivo. Interessante anche per chi prende un traghetto e vuole sapere  quanto dista dal porto. Veramente inetressante. Ah... la tecnologia......

lunedì 30 luglio 2012

Lo sapevi che ....

La polena.
 
Sulla prora della nave è posta una statua di legno, una scultura a volte dorata, e il suo nome è polena.
Il nome deriva dal francese “chaussures poulaine” che identifica un particolare tipo di scarpe polacche. Queste sono molto allungate ed hanno le punte all’insù. Le statue poste sulle navi si trovano  in alto, e all’esterno dello scafo, e sono quindi come dei rostri; per questo vengono chiamate polene.
La nave veniva spesso dedicata ad una divinità, di cui a volte portava il nome e che, secondo la superstizione innata dei marinai, conseguentemente era presente a bordo per proteggere l’equipaggio.
Nel tempo la “presenza” di tale divinità viene sostituita dalla polena a cui erano attribuiti poteri soprannaturali. La polena sfidava le onde ed era l’anima della nave.
Le figure rappresentate erano spesso spaventosi mostri marini, draghi, leoni, ma anche aquile, cavalli alati, figure mitologiche, guerrieri, che acquisivano il favore della divinità perché la domavano, incutevano terrore e quindi la scacciavano. A queste sculture poco gradevoli si aggiunsero le figure femminili, sirene e donne seminude con i capelli al vento.
I marinai erano convinti che la polena, posta sulla prora e ben visibile per prima mano a mano che la nave avanzava, li avrebbe difesi da sciagure naturali, dal maltempo, dalla correnti marine, e da ignote forze soprannaturali delle quali avevano paura.
Alla fine del 1500 si diffuse in tutto l’Occidente l’arte di creare le polene, che durò fino al 1800, quando subentrò il metallo e quindi diminuì sempre di più l'uso del legno. In questo periodo, nei maggiori porti d’Europa, ma in particolare a Genova, Venezia, Londra e Siviglia, si trovavano molti artisti specializzati nella decorazione delle figure di prua: donne, santi, cavalli marini, grifoni, unicorni, leoni, divinità pagane dei mari, sirene, satiri, eroi, santi e paladini. 
( tratto dal sito www.ammiraglia88.it)

venerdì 27 luglio 2012

LASCIARE UN COMMENTO


Da qualche giorno, se avrete notato, è possibile lasciare un commento ai post pubblicati. Sarà gratificante per me conoscere le vostre opinioni su articoli di vostro interesse. La vostra opinione mi aiuterà, a capire i vostri gusti o preferenze, con il fine di migliorare e rendere sempre più interessante questo blog.
 Lasciare un commento è semplicissimo:
Individuato il post di tuo interesse, clicca sul titolo oppure alla fine dell'articolo su COMMENTI , si aprirà una seconda schermata con l'articolo stesso ma in più avrà a fondo pagina una finestra dove potrai scrivere la tua opinione. Fatto questo scegli il profilo con cui ti presenterai ( pubblico o anonimo ) e poi clicca su pubblica. Ora il tuo commento sarà visibile e a disposizione di tutti i lettori. Chiaramente da editore mi riserverò il diritto di eliminare eventuali commenti che ledano le elementari regole di buona educazione. Non siate timidi, quindi e fatemi sapere cosa ne pensate .

giovedì 26 luglio 2012

Mi porto a spasso la barca

Annina nel suo viaggio inaugurale
Avere una barca carrellabile come l' Explorer 20 , è sicuramente un vantaggio. La puoi portare con te in vacanza o rimessarla in inverno fuori dall'acqua , risparmiando a volte anche sul costo di ormeggio . Districarsi nel dedalo delle normative con la scelta del giusto carrello non è semplicissimo, ed essendoci già passato mi sento in grado di dare qualche suggerimento. 

Innanzi tutto dobbiamo considerare il peso della barca con tutto quello che vi trasporteremo :
L'explorer 20 ha un peso dichiarato dal cantiere di 800 kg . a cui dobbiamo aggiungere circa 100 \ 150 kg di Selle per l'invaso , a cui si sommano le dotazioni di bordo che trasporteremo, Vele, parabordi, taniche carburante, motore fuoribordo, salvagenti, cuscinerie  ecc per una stima di circa 200\ 250  Kg ( se vi sembra molto provate a pesare il vostro materiale ) , per un totale da rimorchiare di circa 1100 \1200 kg .

 La patente B autorizza a guidare un veicolo con un peso complessivo fino a 3500 kg.
- anche se trainante un rimorchio leggero (fino a 750 kg a pieno carico)
- anche se trainante un rimorchio non leggero con massa a pieno carico non eccedente la massa a vuoto della motrice e tale che la somma dei pesi a pieno carico dei due veicoli (motrice + rimorchio) non superi le 3500 kg

in base al punto 6.2.4. del Decreto Ministeriale del 28.05.1985, i rimorchi T.A.T.S. possono essere trainati da motrici aventi massa rimorchiabile inferiore al peso complessivo massimo in quanto all’atto dell’omologazione del rimorchio vengono assegnate due masse complessive, una minima ed una massima.
Per i rimorchi TATS, quindi, il peso complessivo (ai fini della verifica su strada atta a determinare l’idoneità della massa rimorchiabile del veicolo trattore) si determina attraverso pesatura.
Traducendo il burocratese, il peso del rimorchio ( carrello + selle + barca + eventuali atrezzature ) non dovrà superare quello della motrice vuota,( valore che si legge sul libretto )  ed il peso complessivo della motrice + rimorchio non deve superare i 3500 kg . TENENDO PRESENTE CHE DAL GENNAIO 2013 IL PESO COMPLESSIVO VERRA' INNALZATO A 4250 KG.

Per il trasporto nautico il carrello sarà un TATS che è un rimorchio stradale soggetto ad immatricolazione, cioè con carta di circolazione e targa propria. L'acronimo T.A.T.S. sta per Trasporto di Attrezzature Turistiche e Sportive. Dovrà essere frenato, monoasse o a due assi. Sostanzialmente al di la del marchio di vendita , i carrelli si dividono per dimensione e peso trasportabile. Considerando i calcoli di peso stimati per il nostro Explorer20, ci occorre un carrello con peso complessivo tra i 1200 \ 1500 kg con una portata utile di 1000 \ 1200 kg  ( la portata utile sottrae la tara ovvero il peso del carrello stesso ).

Riassumendo che la massa complessiva motrice + rimorchio  NON dovrà superare i 3500 kg , e che la motrice NON dovrà essere di peso inferiore al peso complessivo del rimorchio possiamo fare un semplice calcolo :

Ipotesi di un carrello di 1500 kg  ( con portata utile di circa 1100 Kg )
Kg 3500 - Kg 1300 =  2200 Kg
 la nostra autovettura dovrà avere una massa rimorchiabile ( vedi libretto ) compresa tra i 1500 e 2000 kg. oltre i quali necessita la patente BE .

RICORDO che dal gennaio 2013 la somma complessiva auto + carrello passerà dai 3500kg ai 4250 kg , aumentando di conseguenza il range d'azione, specie per le auto più pesanti tipo Suv \ furgonati , che con la legge attuale sono penalizzate pur essendo più sicure nel rimorchiare.

I carrelli in commercio si dividono in monoasse ( due ruote  ) o con doppio asse ( quattro ruote ).
 Per la nostra barca i carrelli monoasse sono generalmente compresi tra i 1200 \ 1500 kg con una tra sui 350 kg per cui possono trasportare pesi tra 850 \ 1150 kg ( siamo al limite )
il Doppio asse partono da pesi minimi superiori e per il nostro uso possiamo valutare il range tra 1600 \ 1800 kg con portatta utile tra i 1050 kg e i 1250 kg
( dati rilevati dal catalogo di una nota casa produttrice )
Per l' Explorer 20 il monoasse è sufficente , ma se avete intenzione di fare lunghi viaggi e la vostra motrice ve lo permette il doppio asse sarà sicuramente preferibile.

Ho cercato di semplificare il discorso, per far comprendere meglio quello che a suo tempo,  con fatica, ho cercato di assimilare. In Italia purtroppo le normative sono piene di insidie e controversie, per cui prendete questo articolo come spunto di riflessione, e declinando qualsiasi responsabilità , vi invito in caso di acquisto a rivolgervi a concessionari qualificati e di consultare in caso di dubbio il sito del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.  ( nel caso " GUERRA e PACE sia il vostro romanzo preferito ) .....

lunedì 23 luglio 2012

Effetto Favonico

Prima di una veleggiata , è mia abitudine informarmi sulle previsioni del tempo. Sul web i siti dedicati sono numerosi ed abbastanza precisi, per cui con la dovuta attenzione, risulta difficile trovarsi impreparati. Sul lago di Como, dove navigo abitualmente, vengono a volte previsti i cosi detti EFFETTI FAVONICI . Gli esperti di metereologia sapranno perfettamente di cosa si tratta, ma per i meno " eruditi " in materia ecco dal forum di  meteonetwork una spiegazione sintetica ma precisa del fenomeno, che a vela può creare qualche insidia. Per cui se mai vi trovaste tra queste perfide correnti d'aria, prendete una bella " mano " alla randa , che male sicuramente non farà.



Il favonio è uno degli effetti più caratteristici delle zone che si trovano vicine a catene montuose.
Quando masse d'aria attraversano catene montuose, alcune grandezze fisiche subiscono delle modificazioni.
Quello che più colpisce l'osservatore è la variazione repentina della velocità del vento che si presenta anche irregolare e con raffiche che possono talvolta risultare molto forti. Spesso si osserva poi anche un incremento della temperatura.
Si è quindi portati a pensare che il favonio (o fohn) sia un vento caldo.
In realtà il favonio è un EFFETTO e non un vento.
Questo effetto (meglio sarebbe definirlo effetto favonico) si crea ogni volta che una massa d'aria è costretta ad attraversare una catena montuosa (Alpi, Appenini, Ande, montagne Rocciose, ma anche catene minori e di modesta elevazione).
Quindi la massa d'aria sulla quale si crea l'effetto è già in movimento.
I venti vengono classificati in funzione della direzione di provenienza.
Nelle nostre zone possiamo avere effetti favonici su tutte le correnti che hanno componente settentrionale (maestrale, tramontana e grecale).
Se, ad esempio, la massa d'aria che attraversa la catena alpina proviene da N siamo in presenza di correnti da tramontana.
In questo caso è più corretto parlare di effetto favonico su correnti da tramontana piuttosto che di fohn.
Molte volte l'effetto favonico non è accompagnato da un incremento della T o del vento.
Effetti simili a quelli favonici possono presentarsi anche su masse d'aria inizialmente ferme.
Spesso in inverno sono frequenti fenomeni di flusso di compensazione (meglio conosciuti col termine di gap flow) tra opposti versanti della catena alpina.
Può accadere infatti che a nord della Alpi sia presente aria più fredda (quindi più densa) nei bassi strati a causa del persistere di inversioni termiche e quindi si crea un gradiente barico tra i due versanti. Quando lo strato di aria fredda raggiunge la quota dei passi tende a colare lungo il versante sudalpino in quanto più pesante dell'aria circostante. Questo fenomeno è frequente ad esempio al passo del S. Bernardino.
Durante il percorso l'aria si riscalda per effetto della compressione adiabatica (la T aumenta di 1°C ogni 100 m di dislivello) e NON per effetto dell'attrito!
Tali correnti vegno anche definite catabatiche.
La grandezza che meglio evidenzia la presenza del fohn è la temperatura di rugiada, in quanto dipende esclusivamente dalla natura della massa d'aria. Quando irrompe "aria favonizzata" generalmente entra una massa di aria con caratteristiche diverse da quella preesistente (spesso è aria stagnate da più giorni sul catino padano). In generale le correnti provenienti dai quadranti settentrionali sono più fredde e secche e quindi hanno una temperatura di rugiada molto bassa e inferiore a quella dell'aria stagnante.
Ecco un esempio pratico: Calo drastico della temperatura di rugiada (o dew point temperature) in occasione di un recente espisodio di effetto favonico
Si nota il drastico calo da circa 17°C fino a -2°C.
Gli effetti sulla temperatura non sono così evidenti come in occasione di altri eventi
si nota in questo caso specifico un rinforzo del vento che però non risulta forte (velocità inferiore a 20 km/h).

venerdì 20 luglio 2012

Pericolo fulmini

trovarsi nel mezzo di un temporale estivo, al mare o sul lago, non e certamente una belle esperienza. Una notte in mezzo al Lago di Como mi ritrovai tra fulmini e saette, ed il mio pensiero fu di come sottrarmi alla furia di questi pericolosi elementi. Girando per il web, ho recuperato alcuni preziosi consigli, per vivere al meglio questa esperienza, se mai ve ne fosse esigenza .

GDV
Purtroppo una barca a vela in mezzo al mare durante un temporale attira i fulmini. Senza creare troppi allarmismi, perché si tratta comunque di un evento raro, è opportuno e fondamentale avere un sufficiente livello di protezione. Dato il caso probabilistico del fenomeno, non è così fondamentale la differenza di materiale dell?albero; alluminio e carbonio sono maggiori conduttori rispetto al legno ma, a causa dei cavi e dei componenti elettrici, anche quest'ultimo è a rischio. Per evitare danni in caso di folgorazione bisogna prevenire creando una via preferenziale verso il mare per permettere alla corrente di disperdersi velocemente. Bisogna inoltre creare un ottimo collegamento di massa tra tutti gli elementi elettrici quali apparecchiature elettroniche per evitare danni indiretti dovuti alle correnti elettromagnetiche indotte. Per creare tale percorso, in caso di albero passante collegate la sua base ai bulloni del bulbo con una piastra di rame stagnata. Nel caso di alberi non passanti il collegamento con il bulbo o con la piastra deve avvenire tramite le sartie e tutte le lande dovranno essere collegate al bulbo o piastra tramite un cavo prestagnato. Una curiosità, il rischio di danni può essere maggiore al lago rispetto al mare, a causa della bassa capacità conduttrice dell?acqua dolce rispetto a quella salata.

 Meteo on line suggerisce un vademecum altrettanto interessante.

Ricordarsi che un temporale in barca può essere pericoloso, non solo per la navigazione, ma anche per i fulmini e quindi seguire queste poche e semplici regole:
  • Evitare di pescare con canna da pesca.
  • Se si è in vicinanza di un porto andare all'ormeggio il più in fretta possibile.
  • Se la costa ha pareti elevate ed è possibile, meglio navigare sottocosta.
  • Se siete in barca a vela, l'albero è esposto ai fulmini quindi sistematevi lontano dallo stesso e lontano da elementi metallici.
  • Se è tecnicamente possibile si può buttare l'àncora facendola passare attorno all'albero. L'eventuale corrente si scaricherà  attraverso l'àncora in mare.
  • Se il temporale non si allontana, riprendere la navigazione e cercare di portarsi velocemente in un'altra zona, potrebbe infatti essere un temporale circoscritto.
  • In una barca a vela sarebbe necessario che tutte le strutture metalliche fossero ben connesse fra loro e con il bulbo, mediante cavi elettrici, in modo che il fulmine abbia sempre un percorso verso l'acqua.
Ricordiamo che l'acqua è un buon conduttore, quindi nel caso che il fulmine colpisca la superficie dell'acqua, la corrente si disperderà attraverso di essa, investendo eventuali bagnanti. La spiaggia è un luogo aperto e piano, e anche un uomo in piedi può fungere da parafulmine.
Quindi:
  • Non rimanere in acqua durante un temporale.
  • Se possibile non rimanere in spiaggia ma ripararsi in un luogo chiuso, oppure rimanere seduti, accucciati o sdraiati.

giovedì 12 luglio 2012

coppiglie, queste dispettose


Spesso e volentieri, quando armo la mia Annina dopo il letargo invernale, nei momenti concitati del fissaggio delle sartie e strallo all'albero,l'inserimento delle coppiglie ad anello nel relativo perno mi fa il più delle volte dannare. Dal sito Nautical trek un' alternativa semplice , per lavorare con  calma ed in sicurezza . Un semplice grillo della giusta misura, lo infili, lo punti a mano e poi con calma lo stringi ben bene, senza dannarti con pinze, bucarti polpastrelli e perderne in quantità industriale. Farò sicuramente la prova. Merci mon ami .

Il tambuccio Tavolino











Gli armatori dell'explorer, sanno bene che il tambuccio è  un piccolo tallone d'Achille. Tenerlo chiuso o sottocoperta addirittura sigillato, in banchina ne abbiamo discusso a lungo. Dai cugini d'oltr Alpe, che vivono la Vela molto più free di noi, un'idea che salva capra e cavoli. Prendi il tambuccio, montaci una prolunga  da pozzetto, et voila, un  bel tavolino comodo  per le merende in rada, semplice e funzionale . Lo stesso risultato lo si può ottenere utilizzando la ghigliottina del tambuccio.






tratto da Nauticaltrek

martedì 3 luglio 2012

Galway, Irlanda –3 luglio 2012  I Francesi di GROUPAMA Vincono all'esordio, con una prova di anticipo, l'undicesima VOLVO OCEAN RACE.

FV. la presentazione di Prysmian ITA 747

Un interessante video di Giancarlo Pedote e del suo mini 650 dalla prua arrotondata, già vincitore dell'ultima transat650 . Una analisi semplice e dettagliata, che fa affiorare, con tutto il dovuto rispetto, qualche similitudine con il nostro Explorer20, in particolare per il bompresso estraibile ed orientabile. Strappa un sorriso il finale, con l'interno tutto nero, per risparmiare il peso della vernice. Mi viene da ripensare a tutto quello che stivo in barca .....

giovedì 28 giugno 2012

Sostituzione di un vecchio golfare.

La prua orfana del golfare
L'amico Stefano, si è trovato nella necessità di sostituire il suo vecchio golfare su GRINTA EXPRESS, e con un pò di ingenio e tanta manualità ha trovato una soluzione che postiamo per chi avesse analoghe necessità 
il foro da 150mm
l'interno della prua
il tappo stagno di ispezione
Dal vano dell'ancora è stato praticato un foro da 150 mm con una sega a tazza, sufficentemente largo per lavorare all'interno , dove tolta la schiuma utilizzata dal cantiere come riserva di galleggiamento, si è provveduto a togliere il vecchio golfare, che è stato sostituito da uno nuovo da 6 mm con flangia in acciaio inox.
il nuovo golfare, pronto all'uso
Il foro è stato poi sigillato con un tappo stagno per future ispezioni e\o riparazioni . Lavoro apparentemente semplice ma che richiede perizia e precisione, assolutamente necessario quando si vuole imbrigliare il bompresso , per l'utilizzo di vele tipo Code0 che hanno un carico di trazione  elevatissimo. Dice il saggio, Meglio un golfare oggi che un bompresso rotto domani ........







giovedì 21 giugno 2012

IL VARO DI SO LONG.

Il momento più bello per ogni armatore, il varo. In questo bellissimo filmato l'emozione di Antonio per il suo nuovo gioiellino SO LONG , Varato a Menaggio , sul lago di Como.


giovedì 14 giugno 2012

Benvenuta ARIEL

Mauro da Lezzeno (Como) ci presenta ARIEL . La famiglia lacustre aumenta.